Nelle ultime ore di libertà, prima di essere tradito, catturato e crocifisso, Dio dona se stesso ai suoi e a tutti noi. L’Eucaristia appunto. Nasce così una relazione che nulla potrà distruggere. In un solo gesto la Passione, Morte e Resurrezione sono rese visibili.
Spezzando quel pane, calmo e sicuro, nonostante sapesse cosa lo aspettava, si dona totalmente. Vuole dire che Dio non è uno chiede, non pretende ma offre!
Gesù dona sé stesso, nel pane e nel vino, vita spezzata e offerta.
Cibo che nutre, partecipando all’Eucaristia riceviamo nulla di meno che la vita di Dio, da accogliere con amore, da condividere e offrire imparando da Gesù.

“L’Eucaristia è il culmine di tutto, il termine in cui Dio trova la gloria e l’uomo la salvezza. Tutti i sacramenti, Tutti i doni di Dio, tutte le opere della vera religione, tendono verso questo fine. Lì c’è la causa e il punto di arrivo della nostra santificazione, il coronamento della nostra glorificazione e la perfezione della gloria di Dio fra gli uomini. “(L.P. Natale 1859)
“Appuntamento delizioso “, così S. Eugenio definisce L’Eucaristia. E ancora “L’Eucaristia, non è la ricompensa offerta ai Santi, bensì la salvezza ai peccatori “. Per San Eugenio L’Eucaristia è il luogo privilegiato dell’incontro più intimo con Cristo, dove possiamo ritrovarci; centro della preghiera, il Fondatore invita a vivere L’Eucaristia come luogo di unione personale e comunitaria: lì ritroviamo il coraggio, le forze, lasciandoci trasformare dal Signore!
“Frequentiamo l’Eucaristia. Sì, frequentiamo l’Eucaristia. È l’unico mezzo per diventare santi” (E.O.I,14, p.238). “Unirvi a Cristo nella comunione significa riacquistare la vita. Quale rinnovamento perfetto
si opera allora in voi! In quel momento gustate la pace, una pace che sorpassa ogni sentimento e che stimolerà il raccoglimento della vostra preghiera e l’ardore della vostra carità” (L.P. Quaresima 1859).
Dono supremo e prezioso, L’Eucaristia andrebbe davvero essere più compreso, apprezzato e frequentato. Dono comunitario, da celebrare non solo per gratitudine all’amore di Dio, ma anche perché attraverso L’Eucaristia possiamo diventare anche noi dono per coloro che incontriamo, in famiglia, sul lavoro, ovunque possiamo offrire il sacrificio gratuito delle nostre persone. 

Papa Francesco ci dice:
“Da questa città di Matera, “città del pane”, vorrei dirvi: ritorniamo a Gesù, ritorniamo all’Eucaristia. Torniamo al gusto del pane, perché mentre siamo affamati di amore e di speranza, o siamo spezzati dai travagli e dalle sofferenze della vita, Gesù si fa cibo che ci sfama e ci guarisce. Torniamo al gusto del pane,
perché mentre nel mondo continuano a consumarsi ingiustizie e discriminazioni verso i poveri, Gesù ci dona il Pane della condivisione e ci manda ogni giorno come apostoli di fraternità, di giustizia e di pace.
“Ogni volta che partecipiamo all’Eucaristia, Gesù viene e Gesù ci dà la forza di amare come Lui ha amato. Perché ci dà il coraggio di andare incontro agli altri, di uscire da noi stessi e di aprirci con amore agli altri”.
L’Eucaristia, è dunque “una spinta ad aprirci al mondo come Lui ci ha insegnato”, è nutrimento per la nostra vita e, attraverso di noi, diventa nutrimento per quella di chi ci sta vicino”.

La mia esperienza con Gesù Eucarestia nasce nel giorno della mia prima Comunione.
Al catechismo me l’avevano presentato come un Re; che sarebbe entrato nella mia vita per essere pregato e ascoltato. Con il passare del tempo e incontrando gli oblati, il mio rapporto con Gesù Eucarestia si è
fatto più intenso. Ho scoperto la bellezza di sostare davanti a Gesù Eucarestia per riflettere, esaminarmi,
ascoltare la Parola nel silenzio e ossigenarmi.
Io guardo Lui e Lui guarda me, è un ‘ gioco ‘ di sguardi…Mentre Lo guardo e sto alla Sua presenza, mi riempie del Suo Amore, della Sua Luce, della Sua Grazie e della Sua Amicizia.

Si, Amicizia! Perché camminando con gli Oblati ho scoperto un Gesù che scalzo, cammina con me per le strade del mondo. Piú lo guardo e più sento di appartenerGli e mi abbandono con fiducia al Suo Amore e sento che in questo abbandono inizia il mio cambiamento.
Ogni volta che mi accosto alla Comunione, sento davvero che Lui mi sta dando la possibilità di stare al Suo banchetto per fare festa con Lui e mi commuove sapere che mi chiede di starci come sono e per quello che sono.
Lui ogni volta, si spezza per me, si dona a me e io sento tutta la Sua vicinanza, il Suo Amore e la Sua fedeltà… Lui che quel giorno sulla Croce mi ha gridato il ‘ti amo’ più vero della storia.

Monica

  1. Come ti sembra di poter approfondire il tuo rapporto con Gesù Eucaristia?
  2. Trovo il tempo di fermarmi e adorare il Signore nella Presenza eucaristica?