Carisma: Parola inflazionata o ancora da scoprire?

Introduzione

Ci piaceva iniziare questo viaggio nel “carisma” partendo dalla sua definizione nell’Enciclopedia Italiana, deriva dal greco χάρισμα e secondo la tradizione cattolica il carisma è un dono soprannaturale dello Spirito Santo concesso in via straordinaria ad alcuni membri della Chiesa per il bene generale della comunità cristiana. Come tale, si distingue dalla grazia santificante, che a tutti viene infusa nel battesimo.

Volevamo approfondire con voi questi due concetti fondamentali, ovvero il “dono” e il “bene comune del carisma”, buona lettura!

Prima lettera ai Corinzi – cap 12,4-13
IL VALORE DEI CARISMI – I doni dello Spirito Santo

Riguardo ai doni dello Spirito, fratelli, non voglio lasciarvi nell’ignoranza. Voi sapete infatti che, quando eravate pagani, vi lasciavate trascinare senza alcun controllo verso gli idoli muti. Perciò io vi dichiaro: nessuno che parli sotto l’azione dello Spirito di Dio può dire: «Gesù è anàtema!; e nessuno può dire: «Gesù è Signore!, se non sotto l’azione dello Spirito Santo.
Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti.
A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune: a uno infatti, per mezzo dello Spirito, viene dato il linguaggio di sapienza; a un altro invece, dallo stesso Spirito, il linguaggio di conoscenza; a uno, nello stesso Spirito, la fede; a un altro, nell’unico Spirito, il dono delle guarigioni; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di discernere gli spiriti; a un altro la varietà delle lingue; a un altro l’interpretazione delle lingue. Ma tutte queste cose le opera l’unico e medesimo Spirito, distribuendole a ciascuno come vuole.

Lo Spirito e Sant’Eugenio

“è un dono soprannaturale dello Spirito Santo”

2 – Il carisma dono dello Spirito
Nessuno – lo ripeto – può dirsi detentore esclusivo del carisma perché il carisma è per sua definizione un dono gratuito. È lo Spirito Santo che, riversato nel cuore dei credenti, comunica i doni di Dio e distribuisce i carismi, come leggiamo in 1 Cor 12, 4-6….
Le operazioni, le energie, che provengono dal Padre fonte della vita, e che prendono forma di ministeri, in riferimento a Cristo che è venuto per servire, nascono come carismi per opera dello Spirito che esprime la gratuità, l’imprevedibilità e la perenne novità del dono elargito dalla Trinità.
In quanto dono soprannaturale, il carisma non può mai essere considerato separato dalla sua fonte. Non ci si può appropriare di esso. È un dono gratuito che può essere solo accolto.

“per il bene generale della comunità cristiana.”

4 – La trasmissione da parte del fondatore
La parola evangelica che si incarna nel cuore delle donne e degli uomini carismatici non rimane un dono privato; essa ha una dimensione collettiva, dà origine a un movimento di persone, a una comunità capace di vivere quella stessa parola evangelica e di renderla operante nella storia.
Fondatori e fondatrici sono tali perché diventano generatori di una famiglia di figli e figlie che partecipano e mantengono viva la missione affidata loro da Dio. Nasce un’opera nuova nella Chiesa, il Verbo torna a farsi carne. Paternità e maternità costituiscono l’aspetto più evidente di quanti sono destinatari di un carisma che deve dilatarsi nello spazio e nel tempo
Un forte richiamo alla paternità è quello del mio fondatore, Eugenio de Mazenod, quando scrive che Dio l’«ha predestinato ad essere padre di una famiglia numerosa nella Chiesa»; «Io sono padre e quale padre!».
Così motiva l’ardente amore verso i suoi missionari: «Amo i miei figli più di quanto qualsiasi altra creatura potrebbe amarli… È senza dubbio a causa della posizione nella quale egli si è degnato pormi nella sua Chiesa». Dio, comunicandogli il carisma di fondatore, gli aveva dato la capacità di trasmettere ad altri, in un processo generativo, il suo progetto apostolico, con tutte le ricchezze in esso contenute.
Brani tratti da: “La Condivisione di un carisma per vocazione” di P.F. Ciardi Omi (2017)

Riflessioni

Concludiamo questo “viaggio” nel carisma con le parole di Papa Francesco tratte dall’udienza generale del 6 novembre 2013.

«Lo Spirito Santo dispensa ai fedeli una moltitudine di doni e di grazie spirituali; questa ricchezza diciamo “fantasiosa” dei doni dello Spirito Santo è finalizzata alla edificazione della Chiesa. I carismi – parola un po’ difficile – sono i regali che ci dà lo Spirito Santo, abilità, possibilità… Regali dati non perché siano nascosti, ma per parteciparli agli altri. Non sono dati a beneficio di chi li riceve, ma per l’utilità del popolo di Dio. Se un carisma, invece, un regalo di questi, serve ad affermare se stessi, c’è da dubitare che si tratti di un autentico carisma o che sia fedelmente vissuto. I carismi sono grazie particolari date ad alcuni per fare del bene a tanti altri.
Sono delle attitudini, delle ispirazioni e delle spinte interiori, che nascono nella coscienza e nell’esperienza di determinate persone, le quali sono chiamate a metterle al servizio della comunità. In particolare, questi doni spirituali vanno a vantaggio della santità della Chiesa e della sua missione. Tutti siamo chiamati a rispettarli in noi e negli altri, ad accoglierli come stimoli utili per una presenza e un’opera feconda della Chiesa. San Paolo ammoniva: “Non spegnete lo Spirito” (1Ts 5,19). Non spegniamo lo Spirito che ci dà questi regali, queste abilità, queste virtù tanto belle che fanno crescere la Chiesa»


Criteri direttivi sui rapporti tra i Vescovi e i Religiosi nella Chiesa
a) I religiosi e le loro comunità sono chiamati a dare nella chiesa una palese testimonianza di totale dedizione a Dio, quale opzione fondamentale della loro esistenza cristiana e primario impegno da assolvere nella forma di vita loro propria. Essi, infatti, qualunque sia l’indole propria del loro istituto, sono consacrati per dimostrare pubblicamente nella chiesa-sacramento “che il mondo non può essere trasfigurato e offerto a Dio senza lo spirito delle beatitudini” (LG 31).
b) Ogni istituto è nato per la chiesa ed è tenuto ad arricchirla con le proprie caratteristiche secondo un particolare spirito e una missione specifica. I religiosi, quindi, coltiveranno una rinnovata coscienza ecclesiale, prestando l’opera loro per l’edificazione del corpo di Cristo, perseverando nella fedeltà alla regola e obbedendo ai propri superiori (cf. PC 14; CD 35,2).

Alla luce delle nostre riflessioni la nostra attenzione si focalizza sulla persona di Sant’Eugenio, un uomo che si è fatto “faro”, illuminato dal dono del Carisma, che irradia e diventa guida per tutti coloro che scelgono il Carisma via privilegiata e meravigliosa di vita e di amore. Grazie a buona preparazione del Santo Natale!