LA PAROLA AL CENTRO

La Parola di Dio

Proprio per questo anche noi rendiamo continuamente grazie a Dio perché, ricevendo la Parola di Dio che noi vi abbiamo fatto udire, l’avete accolta non come parola di uomini ma, qual è veramente, come parola di Dio, che opera in voi credenti.
(1 Ts 2,13)

Per riflettere

La parola permette di aprire il proprio cuore a un’altra persona e di svelare i propri sentimenti, i propri pensieri e la propria vita. Dio ha una fantasia infinita nel dialogare con la sua creatura e nel trasmettere alla creatura il suo amore e la sua vita. Lo fa sempre per mezzo del Figlio, la seconda Persona della Santissima Trinità, che è la sua Parola.
Cosa occorre fare? Le condizioni per sperimentare tale ‘perfezione’ sono: a) l’incoraggiamento vicendevole; b) unità; c) pace. Il credente serio, il discepolo di Gesù, deve sforzarsi di vivere in pace con tutti (condominio, vicini di casa, ambiente di lavoro, ecc.) per quanto dipende da lui (Rm 12,18), ma a maggior ragione deve farlo con i propri fratelli e sorelle di fede.
La Parola di Dio, quando viene a noi, vuole essere conservata in un campo fertile. Non vuole rimanere sulla strada. È un grande miracolo che la Parola eterna del Dio onnipotente cerchi di abitare in me, che voglia essere conservata in me come il seme nel campo. Il messaggio di Dio non è conservato nel mio intelletto, “ma nel mio cuore”. Essere non indifferenti ma intimamente commossi non appena la Parola di una persona cara abita nel nostro cuore, anche se non vi pensiamo affatto consapevolmente: questo è lo scopo del messaggio che proviene dalla bocca di Dio. Se ho la Parola di Dio solo nel mio intelletto, il mio intelletto sarà spesso occupato con altre cose e io offenderò Dio con il peccato. Per questo non basta mai aver letto la Parola di Dio: essa dev’essere penetrata profondamente in noi, abitare in noi come il Santo dei Santi nel Santuario, affinché non pecchiamo in pensieri, parole e opere. È spesso meglio leggere poco e lentamente nella scrittura e attendere fino a che quel poco è penetrato in noi, anziché conoscere sì molto della parola di Dio ma non “conservarla dentro di sé”.
(D. Bonhoeffer, Risposte alle nostre domande. Pensieri sulla Bibbia, Queriniana Brescia 89-90)

  1. Che rapporto ho con la Parola di Dio?
  2. Sento che Essa illumina il mio agire nel quotidiano?

Dagli scritti di Sant’Eugenio

Eugenio dopo l’esilio è rientrato in Francia, nella sua città natale, Aix. È un giovane alla ricerca di qualcosa che dia senso alla sua vita.
P. Fabio Ciardi, omi scrive: Eugenio è assiduo lettore della Parola di Dio. Ne fa fede una lettera scritta all’amico Emmauel Gaultier de Claubry che, per il fatto stesso di comportarsi da cristiano, è fatto oggetto di sarcasmo, di insulti e disprezzo da parte di quanti non credono. Eugenio sa di non essere capace di trovare le parole adatte per dare forza e speranza all’amico. Allora scrive: «ho raccolto qui di seguito le parole di consolazione che ho avuto cura di attingere dalla sorgente pura, dal libro della vita, dal codice ammirabile, dove tutte le nostre necessità sono previste, e i rimedi preparati. Non è dunque Eugenio, ma Gesù Cristo, è Pietro, Paolo, Giovanni, ecc., che ti mandano questo nutrimento salutare che, ricevuto con lo spirito di fede di cui sei capace, non sarà certamente senza effetto»
(CIARDI FABIO, OMI, Eugenio De Mazenod. Un carisma di Missione e Comunione)

Testimonianze

Lavorando un’intera settimana, la domenica mattina mi ritrovavo a dover occuparmi di tantissime cose da fare prima di andare a Messa. Ma mentre mi affannavo, mio marito tranquillo si ritagliava il suo spazio per pregare con la liturgia delle ore. Questa cosa mi innervosiva, e non mi lasciava serena, interiormente rimuginavo inquieta, alla maniera di Marta nel Vangelo. Con il passare del tempo mi sono accorta che la sua fedeltà alla Parola non mi ha lasciato indifferente e gradualmente ho iniziato a pregare con lui prima di affrontare le mie battaglie domenicali. Oggi sento che la Parola ha acquisito un posto centrale nel mio cuore tanto da spingermi a cercare di viverLa concretamente e la Domenica è diventato il primo giorno da cui partire per vivere serenamente e testimoniare che la Parola, se vissuta, ti cambia la vita.