Essere RISPOSTA, lasciar parlare Dio attraverso di noi

Come Maria
(CC e RR della congregazione dei missionari Oblati di Maria Immacolata R.13)

“Maria Immacolata, con la sua risposta di fede e la disponibilità totale alla chiamata dello Spirito, è il modello e la custode della nostra vita consacrata.”

La parola di Dio
Dal Vangelo di Luca 1, 26-38 (vangelo dell’Annunciazione)

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Per riflettere
(Paolo Curtaz, commento al Vangelo 8/12/2002)

Ci sono dei personaggi chiave all’interno del nostro cammino di fede e – tra questi – Maria è il modello di ogni cristiano. Ma mi rendo conto che Maria può diventare quasi un ostacolo per chi si sta avvicinando alla fede; la devozione popolare ha talmente arricchito l’immagine della Madre, da renderla distante, eccessiva: cos’ha a che vedere con le mie fragilità, i miei problemi questa donna fuori dall’ordinario? […]
Maria, giovane credente, si ritrova nel tran-tran famigliare… Ed è in questo contesto che avviene l’inaudito: a Maria viene chiesto di diventare la porta d’ingresso di Dio nel mondo. Facile, no?
E se fosse successo a noi, se Dio ci avesse detto: “Senti, ho bisogno di una mano per salvare il mondo”, cosa avremmo risposto?. Maria tentenna, fatica: come è possibile tutto questo? Ma l’angelo le ricorda che non bisogna mettere ostacoli a Dio: lui sa quello che fa! E Maria crede. Si resta attoniti, increduli, stupiti dalla semplicità di questa risposta: “eccomi”. Quante conseguenze avrà questa disponibilità! Che razza di radicale cambiamento porterà questo “sì” a Maria! Maria si fida, crede nel Dio dell’impossibile. Sua cugina Elisabetta, da lì a qualche settimana, le dirà: “Ma come hai fatto, Maria, a credere a una cosa del genere?” Sì: se leggiamo il Vangelo senza pregiudizi, con cuore puro, restiamo allibiti: come hai fatto, Maria, a credere?
Ecco un modo concreto di svegliarsi: fidarsi di Dio, mettersi a sua disposizione, accogliere il suo progetto (anche se folle)…Siamo disposti a fidarci di Dio? Oppure, ancora una volta, detteremo a Dio le nostre condizioni, gli spiegheremo cosa deve fare per esistere? Siamo seri! Siamo realisti! Maria è la donna concreta, che sa quanto Dio può abitare una vita. Mi viene da ripetere una delle citazioni più belle di Albert Camus: “Siate realisti. Chiedete l’impossibile”
La dimensione del profondo dentro di noi è l’unica che può colmare il nostro cuore; dare spazio a Dio, è l’unica cosa che veramente ci può far acquistare uno sguardo di realismo sulle cose. Due, quindi, sono gli atteggiamenti: il primo è quello di acquistare consapevolezza del fatto che il Signore si manifesta nella quotidianità, non nella occasioni strepitose, particolari, eccezionali. Dio si manifesta nel vivere settimanale, nelle vicende piccole e grandi di tutti i giorni.
E il secondo aspetto è quello della fede, della risposta che possiamo dare a questa chiamata. Pensateci un po’: e se Maria avesse detto “Ho preso troppo sole, vedo gli angeli…” o se si fosse confrontata con un amico che gli avesse suggerito una buona visita neurologica? O se, più semplicemente avesse detto: “Forse, Signore, ti sei sbagliato: non ho tempo, non sono capace, non me la sento”? Non sono queste le nostre reazioni? I muri che innalziamo davanti alla proposta di grazia del Signore? È lui che prende l’iniziativa, lui che vuole salvarci, lui che ci viene incontro, lui che fa grazia. Non chiudiamo il nostro cuore! Che Maria, prima tra i discepoli, ci insegni ancora una volta a fidarci del Dio dell’impossibile…”

Testimonianze

«Che bello il commento di Curtaz! sempre nuova l’esperienza di Maria, anche lei nel tran-tran quotidiano, forse però con un atteggiamento diverso da chi aveva perduto il senso… Vedo Maria intenta nelle faccende domestiche, nelle relazioni quotidiane e la vedo inizialmente come portata a seguire gli esempi che aveva intorno (genitori, familiari, comunità, amiche), anche poco considerata data la giovane età, la condizione sociale, il fatto di essere donna… messa in un certo senso in disparte.
Vedo anche la mia esperienza giovanile, il mio vivere inizialmente nell’atteggiamento di seguire il modello dei miei genitori, altri esempi (come alcuni miei bravi insegnanti di scuola), l’andare a messa perché mi portavano, piuttosto che per l’aver incontrato Dio! ma nessuno che ti chiede mai cosa pensi… veramente!
Nella vita di Maria c’è tutto questo, prima… ma poi… avviene un incontro, inaspettato, ma forse dentro al cuore “sperato”! Vedo un cuore simile al mio e a quello di tanti altri, simile a quello di ogni uomo, che attende Qualcuno che dia un senso al vivere, all’agire, alle relazioni! Il nostro è un cuore fatto da Dio, per essere riempito solo da Lui!
Ed ecco la risposta alla sua “attesa”: “Rallegrati!”. L’incontro con Dio è sempre una pienezza di gioia, un esultare per una “novità”!
Continuare a vivere e fare le stesse cose, ma con un cuore nuovo, pieno di gioia, pieno di amore per Dio e per gli altri! È un mistero, è vero, ma a poco a poco si svela e ci dice che Dio ci cerca per primo! È Lui che ci dice “come” e “perché” vivere, agire, incontrare, fare della nostra vita un’esperienza intera di Amore!
Dio è entrato nella mia vita pian piano, da piccola rispondendo di sì alla maestra che mi chiedeva di aiutare una compagna in difficoltà, così andavo da lei spesso a fare i compiti e ho scoperto un’amicizia che nasce e che va oltre la scuola, ma anche vive nella gratuità. Poi da giovane con l’esperienza del coro parrocchiale, nel cantare e fare entrare in me inconsapevolmente le parole dei salmi, di Gesù e della Chiesa tutta! E sentire una gioia immensa che non finisce! Poi un nuovo incontro, quello con gli Oblati… Dio è Amore! Ogni atto di Amore gratuito nella vita è Dio stesso che si dona e la scoperta di esser “capaci”, tutti noi, di questi atti di amore! Allora capire quanto ne mancava nella quotidianità, nei luoghi apparentemente normali, di tutti i giorni: fare le cose di casa, i compiti, giocare, incontrare qualcuno, andare a messa! Vivere tutto come un atto di Amore per Dio e per gli altri! Cominciare a vivere così! Fare i compiti con amore, aiutare le sorelle o l’amica con amore, fare le faccende domestiche con gioia nel cuore, pensando di farle per amore e basta! E trovare che questa gioia si moltiplicava, si espandeva senza rendermene conto. Imparare a condividerla, a rinnovarla, perché la debolezza e fragilità umana restano sempre, perciò si cade…ma si può ricominciare, o si perde una persona a cui si vuol bene o la persona che ci ha aiutato nel cammino va via. Vivere quel momento con il cuore che fa male e poi capire che è tutto parte del mistero d’Amore di Dio, è la gioia che cede il passo al dolore, ma solo per purificare tutto e rendere il cuore ancora più aperto ad amare di nuovo e di più!»
Michela

«Il Vangelo dell’Annunciazione è sicuramente il mio preferito per l’espressione usata dall’Arcangelo Gabriele: “Nulla è impossibile a Dio!”; mi rassicura in quei momenti dove la mia risposta alla Sua chiamata vacilla.
Proprio un mesetto fa, nel periodo di Quaresima, ho avuto un momento di confusione sulla mia vocazione nel voler proseguire la mia strada verso l’avvocatura. Questa confusione mi ha portato, dopo qualche settimana, ad affidarmi completamente a Lui, e a dire il mio sì anche in questo momento dove non capivo dove volesse portarmi.
Non è stato semplice per nulla anzi, ma è proprio in questi momenti di buio che il rinnovato sì acquista più forza e solo affidandomi alla Sua volontà tutto ha avuto un senso e io ero finalmente serena e soprattutto convinta della mia strada!»
Arianna

«Per me la risposta è questa:l’amore concreto. In questo periodo pieno di cose e di tante riflessioni, sento che alla fine le cose che mi vengono restituite con più forza, sono quelle attenzioni inaspettate che mi sollevano o da cose da fare o da dubbi e pensieri. E mi spronano, nonostante la mia attuale distrazione, a fare lo stesso. Continuo a pensare quindi che é la semplicità del nostra vita unita alla passione e alla tenacia per le cose grandi, che ci fa fare dei passi e che provoca un cambiamento in noi e negli altri.
L’Annunciazione in questo senso è e rimane il migliore Vangelo.»
Giorgia

E noi associati AMMI ci lasciamo toccare dalle domande di Dio? Facciamo parlare Lui attraverso di noi?