sharingway

 

Tutte le novità pubblicate su siti, blog e social network della famiglia oblata finalmente insieme, nella stessa pagina Web!
È la prima cosa che ho pensato quando ho visto la pagina sw.omimissio.net. Su questa piattaforma appaiono in tempo reale tutti gli aggiornamenti pubblicati on line, un po’ come lo sportello del frigo su cui si attaccano i post-it!
Ci siamo fatti questo regalo per esser ancora più famiglia, anche sul web, valicando i rigidi confini stabiliti dai canali social, per creare un unico luogo virtuale condiviso e condivisibile.

Perché Sharingway?
Proprio quest’azione di condivisione ci ha fatto pensare al termine sharing. Grazie a questo nuovo strumento, prende forma il nostro desiderio di rendere la vita missionaria più connessa e condivisa.
Ci siamo sforzati di trovare delle parole che esprimessero questo desiderio e nel flusso delle proposte è apparsa la parola “share” che sul web rimanda proprio alla condivisione di cose, di risorse, file ed informazioni. Abbiamo scelto questa parola con la volontà di estendere il termine “share” a ciò che noi vorremmo condividere, un valore fondamentale della vita cristiana: la comunione di vita con Gesù tra di noi.
Inoltre la condivisione, spesso disattesa proprio dai social network che diventano scenario di lotte tra gruppi di interesse, contraddicendo alla loro vocazione, potrebbe essere un bel termometro della sensibilità missionaria sociale!
Poi abbiamo pensato di abbinare la parola “way” che ha il doppio significato di via e modalità. Ci è sembrato che si sposasse benissimo con “sharing” perché la condivisione è la modalità tipica della missione, nonostante essa si svolga sempre su strade (ways) situate in contesti geograficamente diversi.
Eugenio ci ha sempre tenuto a rispettare questa naturale connessione tra comunione e missione. Infatti, lo “sharing” è la via della missione ed anche la modalità grazie alla quale noi condividiamo con coloro che incontriamo quello che abbiamo ricevuto, quello che viviamo e anche quello che, strada facendo, i cosiddetti “destinatari della missione” ci consegnano: la loro storia, i loro valori, le loro ferite e le loro speranze. Così è nata sharingway.

Che cosa si deve fare per partecipare a sharingway?
Basta continuare a percorrere le strade della missione con lo stile della condivisione tra di noi e con la gente. Dobbiamo continuare a raccontare utilizzando il linguaggio, lo stile ed il canale social che più sia in grado di estendere le vibrazioni delle emozioni vissute durante la nostra vita missionaria, affinché i fatti in cui siamo coinvolti suscitino la stessa passione ed emozione nelle persone e nelle comunità in cui siamo inseriti.
Fin qui, in realtà, non c’è niente di nuovo perché molti di noi svolgono questo servizio già da molto tempo. La prima novità è che adesso questo impegno missionario viene riconosciuto e valorizzato. Per questo nell’ultima versione del sito www.omimed.eu abbiamo cercato di snellire al massimo i contenuti e la struttura, archiviando definitivamente l’ingenua pretesa di costruire un super-portale in grado di accentrare tutti i canali di comunicazione che assorbissero le iniziative personali e locali.
Tuttavia la vera novità è che da adesso in poi le pubblicazioni in lingua italiana, con la sola eccezione del blog del settore spagnolo nosotrosomi, convergono su sw.omimissio.net, conservando l’originalità sia dell’approccio sia del contenuto.
Su sw.omimissio.net ritroviamo tutto e tutti. Una bella novità di famiglia per dei missionari che, trovandosi su strade geograficamente diverse, rischierebbero di restare isolati nelle periferie del mondo.
Con sw.omimissio.net anche se ci troviamo in luoghi diversi, possiamo essere tutti nello stesso posto e condividere la stessa strada: la comunione di vita con Gesù!