Due giorni appena, ma pieni di vita e di incontri, quelli vissuti insieme al nostro padre Generale, p. Chicho Rois, che è venuto a visitare la nostra Comunità a cui è affidata la cura della Parrocchia di s. Elia a Cagliari.
P. Chicho è arrivato venerdì 30 gennaio per la cena; ha dedicato il sabato mattina ai colloqui personali con noi Oblati di casa stimolandoci a rileggere personalmente ciò che viviamo.
Poi sabato pomeriggio, dopo una immancabile visita al Santuario di Nostra Signora di Bonaria, patrona della Sardegna, ha presieduto la Messa parrocchiale delle 18 a cui hanno partecipato un buon numero di persone. Dopo la celebrazione, l’incontro è continuato nel salone dell’Oratorio. Qui, dopo un canto introduttivo che ci ha aiutato a raccoglierci, quasi tutti i gruppi presenti in parrocchia hanno potuto presentarsi brevemente. Quanta vita! Forse per la prima volta abbiamo avuto la possibilità di avere uno sguardo d’insieme. Lo stesso p. Chicho ci ha invitato a essere grati per le tante attività, suggerendoci che, probabilmente, questo momento ha fatto bene a tutta la comunità, proprio perché le ha dato la possibilità di ritrovarsi e raccontarsi. Dopo questo primo momento di presentazione e aver cantato “Deus ti salvet, Maria”, il famoso canto sardo dedicato a Maria, p. Chicho ha rivolto a tutti i presenti alcune parole soffermandosi soprattutto sulla realtà dei laici che in giro per il mondo condivide la missione con gli oblati. Ci ha ricordato che il carisma oblato è un dono dello Spirito che liberamente dona a chi Lui vuole, per questo gli oblati per primi sono chiamati a riconoscerlo anche nei laici e innanzitutto a renderne grazie al Signore, per imparare da loro un modo nuovo di viverlo. Il tutto si è concluso mangiando qualcosa di condiviso, così da poter continuare in maniera ancor più familiare a trascorre del tempo insieme.
Domenica mattina, dopo aver celebrato la prima Messa in parrocchia, p. Chicho, accompagnato da due Oblati della comunità, ha potuto visitare alcune persone del quartiere, così da conoscere meglio la realtà del posto. In particolare, ha avuto la possibilità di andare a casa di una persona anziana che vive da sola, di una giovane famiglia molto presente nella vita della comunità e di un’altra che da un anno e mezzo sta attraversando il dolore per la morte di un figlio. Tre incontri diversi e allo stesso tempo contrassegnati dalla gratitudine reciproca per il tempo trascorso insieme.
Infine, nel pomeriggio di domenica, prima, di ripartire ha incontrato tutta la comunità oblata per un momento di condivisione comune sulla nostra vita e sulla nostra azione missionaria, per donarci le sue impressioni sulla visita fatta qui a Cagliari e per aggiornarci su alcune realtà che toccano la vita della Congregazione oggi.
Soltanto due giorni, eppure una bella occasione per accogliere un fratello a cui lo Spirito ha affidato una responsabilità speciale, e con lui guardare alla nostra vita con gratitudine, per ripartire con rinnovato entusiasmo ed essere lievito delle beatitudini lì dove il Signore ci ha chiamato a vivere la sua missione.












