La missione di San Pietro Vernotico, in provincia di Brindisi, che ha avuto come titolo “Un cuore che arde” è nata per animare le tre parrocchie paese. I parroci e un viceparroco hanno accolto in maniera concreta e responsabile il processo aperto un anno un fa che ha portato alla realizzazione della settimana della missione che si è svolta dall’11 al 19 Ottobre 2025.

L’equipe della missione è stata composta da 8 oblati provenienti dall’Italia e dalla Romania; 9 consacrate, 6 laici e 14 giovani.

Uno dei parroci ha subito confermato che la missione è già partita nello stare insieme perché era già una grazia vedere un’equipe così variegata nei carismi e nelle diverse vocazioni.

Domenica 12 ottobre il vescovo Angelo Raffaele Panzetta ha consegnato il mandato e la croce ai missionari.

La Missione ha camminato con le preghiere del mattino alle fermate dei bus e fuori dalle scuole e la presenza dei missionari nell’ora di religione; le visite agli ammalti e poi l’andare a bussare porta a porta per tutto il paese.

I Centri di ascolto sono stati 15, animati dai missionari che hanno partecipato all’intera settimana ma anche da alcune forze speciali. Il martedì e il mercoledì, infatti, l’equipe missionaria è raddoppiata, da 35 persone si è arrivati a 76. Da Lecce, Taranto, Statte e Castrignano è arrivata una grande forza missionaria per animare il momento della Parola nelle case.

È stato un momento di chiesa in uscita dove si è respirato la forza dello Spirito che ha soffiato in maniera abbondante.

Nelle serate dei Centri di Ascolto contemporaneamente si è tenuto anche l’incontro per i giovani. Un’equipe si è occupata della catechesi che era basata sui Discepoli di Emmaus.

La missione è continuata con le grandi celebrazioni: il giovedì la Grande Assemblea, il venerdì la riconciliazione e il sabato rendimento di grazie di fronte a Gesù Eucarestia con “luce nella notte”.

La missione ha lasciato dei solchi lungo i quali poter ulteriormente seminare. Un parroco diceva che la missione deve avere tempi più lunghi perché è una grazia che va compresa e vissuta. Questa esperienza ha lasciato anche nei missionari tanta grazia. Molti dei missionari hanno sentito di aver ricevuto il centuplo per quello che hanno donato.

Il Signore ha camminato per le strade di San Pietro. Si è fatto compagno di ogni missionario e di ogni persona incontrata… e ardeva il cuore alle sue parole e lo riconobbero nello spezzare del pane. (p. Francesco Lugarà)

Ecco le esperienze di alcuni missionari dell’equipe:

“Ho partecipato alla missione insieme a mio marito Giacomo. Sentivamo e desideravamo in questo momento vivere quest’esperienza insieme, come coppia di sposi.

La prima parola che mi porto a casa è generosità, di chi ci ha affidato la propria casa perché potessimo vivere questa settimana insieme. È stato un gesto d’amore veramente prezioso.

La seconda parola è servizio. In missione ho vissuto appieno la dimensione della disponibilità a fare tutto ciò che era necessario: dall’animazione della liturgia, alla visita alle case, ai luoghi di fragilità.

La terza parola è ascolto. Ancora una volta ho fatto esperienza del fatto che spesso non è necessario avere qualcosa da dire, ma è indispensabile stare ad ascoltare.

Sono partita col grande desiderio di testimoniare di aver conosciuto la gioia di Dio nella mia vita e ritorno a casa grata di aver condiviso questi giorni con tutti i missionari e con tutti quanti ci hanno accolto nelle loro vite e nelle loro case.” (Sofia Totti – AMMI Firenze)

“In questa settimana di missione all’inizio ho avuto tanta ansia nel fare le cose, mi facevo tante domande, mi dicevo: “sarò in grado di fare questa cosa?”, oppure “ho un’esperienza che valga la pena raccontare?”.

Ho accolto queste mie fragilità, le ho condivise anche con gli altri e ho capito che in realtà io ero soltanto uno strumento, e che a suonare non ero io, ma era Lui. E quindi, qualora avessi stonato, o avessi suonato perfettamente, tutto dipendeva non da me, ma esclusivamente da Lui.

E questo mi ha dato anche la possibilità di capire la gratuità dell’annuncio che facciamo durante i giorni di missione. Quando andiamo verso gli altri, non lo facciamo per pubblicità o per riempire la chiesa, ma lo facciamo perché abbiamo sperimentato un amore così grande che vale la pena condividere. Ovviamente l’amore così grande è l’amore di Gesù, che alla fine è l’unica cosa gratis!” (Leonardo Parisi – MGC Campania)